TESORI SOMMERSI

Pensate quanto oro, argento e pietre preziose sono andati persi nei fondali marini del mondo! Tonnellate e tonellate, per un valore di miliardi di euro… per secoli il mezzo di trasporto che collegava la colonie conquistate e depredate, erano i velieri, un mix tra navi da trasporto e navi da guerra, che scontrandosi con velieri di pirati spesso avevano la peggio, tra i più eclatanti:
Il favoloso galeone Notre Dame de la Deliverance. La Deliverance trasportava oro dalle miniere messicane alla corte spagnola di Carlo III: 15 mila dobloni, mezza tonnellata di lingotti, 153 forzieri di polvere e molto altro ancora. Valore? Tre miliardi di euro.
Per il recupero della Deliverance è però esplosa una vera e propria bagarre: la Spagna reclama infatti la proprietà di tutto il carico, ma la società privata americana che ha ritrovato il galeone, non vuole cedere il bottino.
Ma anche in Italia, il mediterraneo custodisce tesori ragguardevoli. Come quello del Pollux, il piroscafo naufragato al largo dell’isola d’Elba nel 1841, trasportava oro, monete, e smeraldi valutati trecento milioni di euro.
Oggi le tecnologie satellitari e digitali rappresentano, per i nuovi corsari del mare, raffinati strumenti con cui individuare i relitti inabissati e depredarli delle loro ricchezze sommerse. Non è un caso che negli scorsi mesi si siano moltiplicati gli annunci di avvistamenti spettacolari, che accendono però furiose polemiche internazionali.

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