LA MATTANZA DEI DELFINI

Tutti gli anni il mare si tinge di rosso nella baia di Taiji, in Giappone. E il colore non deriva da prodotti chimici o sostanze inquinanti. Tutti gli anni, tra l’inizio di Ottobre e la fine di Marzo, i pescatori nipponici cacciano e uccidono circa 22mila delfini di specie diverse, destinati ai ristoranti e all’industria alimentare.

La cattura dei delfini segue una procedura ben precisa. I banchi di cetacei vengono intercettati al largo dai motoscafi dei pescatori, che li spingono verso la baia, usando un semplice stratagemma che infastidisce e disorienta gli animali, una volta nella baia, con l’unica via di uscita bloccata dalle reti… i delfini vengono sistematicamente eliminati: gli esemplari più belli circa il 5% del totale, sono prelevati per i delfinari che li pagheranno fino a 100mila dollari l’uno… gli altri 95% saranno uccisi, trascinati a riva e letteralmente fatti a pezzi con seghe e coltellacci.

La convenzione internazionale di Washington, che protegge gli animali a rischio, non vieta formalmente la mattanza di Taiji. Le denunce delle associazioni ambientaliste, però, impediscono che sul barbaro rituale della caccia ai delfini cali il silenzio. Negli ultimi anni, Onevoice, Greenpeace, Sea Shepherd e Lav… solo per citarne alcuni dei nomi più noti, hanno diffuso fotografie e filmati che documentano tutte le fasi della caccia, avviando campagne internazionali per fare pressione sul Giappone.



1 Riflessioni:

Ondamagis ha detto...

pochi mesi f, grazie a una segnalazione giuntami, ho potuto votare contro questa orribile usanza. Ciao