La povertà ittica del nostro mare non è dovuta solamente ad uno sfruttamento indiscriminato con la pesca da parte dei paesi europei e non, ma gli ultimi 50 anni di sviluppo industriale sono bastati a recare danni ed a compromettere tantissimi fondali del bacino mediterraneo. Dal punto di vista ambientale la situazione è grave e l'inquinamento chimico e biologico ne aggravano ulteriormente le sorti. Bisogna ricordare che il Mediterraneo completa il ricambio totale delle sue acque in circa 70 anni e sono proprio le condizioni di queste il problema più importante. I disastri ecologici del 1990, la petroliera Heaven nel Mar Ligure e il traghetto della Navarma a Livorno, sono solamente una parte dei disastri di cui siamo venuti a conoscenza e perché hanno implicato anche la perdita di vite umane. Ma quanti sono i disastri che sono stati taciuti in questi ultimi 50 anni ed in particolar modo quelli militari?
E quante sono le città costiere o dell'entroterra che sono prive di depuratori, nonostante le leggi sversano nelle acque del mare o dei fiumi le loro acque reflue ?
E le industrie e gli allevamenti animali ?
Il mercurio ed il piombo nelle carni dei pesci, il fenomeno della mucillagine degli ultimi anni, sono cose naturali ?
L'inquinamento è dato da ogni effetto dell'attività umana che può danneggiare le caratteristiche naturali dell'ambiente. Il mare ha, o meglio aveva, la capacità di assorbire i rifiuti prodotti dall'uomo, ma lo sviluppo incontrollato ed indiscriminato della attività umana lo stanno soffocando.
TIPI DI INQUINAMENTO: Il più semplice modo di inquinare da parte dell'uomo è quello di abbandonare o gettare in mare sostanze solide ed inalterabili, che fanno parte del vivere quotidiano, come buste e bottiglie di plastica. Sono queste la causa di morte di molti pesci e cetacei, i quali restano imprigionati o soffocati.
I LIQUAMI DOMESTICI:
Hanno sostanze putrescibili, accompagnate da microflora e microfauna. A parte il danno di natura estetica ed il rischio per i bagnanti, alcuni batteri marini hanno la capacità di demolire le sostanze organiche con una reazione ossidativa, mineralizzandole. Per fare questo i batteri hanno bisogno di ossigeno, ma con l'aumento delle sostanze inquinanti è aumentato il bisogno di ossigeno e di conseguenza sono scomparsi batteri e forme di vita aerobica, sostituiti da batteri anaerobici che distruggono i liquami, ma producono sostanze tossiche per gli esseri viventi, quali derivati del metano, ammoniaca, nitriti e fosfici che portano l'acqua alla putrefazione, con la formazione delle "maree rosse" o delle "maree gialle", create dalla putrefazione delle alghe.
La salute dell'ambiente marino è una priorità del Sesto programma quadro dell'Unione europea. La preservazione dell'ambiente marino è dunque oggetto di una strategia attualmente in corso di elaborazione, che prevede non solo nuove regolamentazioni, ma anche un'applicazione più rigorosa di quelle esistenti.
Hanno sostanze putrescibili, accompagnate da microflora e microfauna. A parte il danno di natura estetica ed il rischio per i bagnanti, alcuni batteri marini hanno la capacità di demolire le sostanze organiche con una reazione ossidativa, mineralizzandole. Per fare questo i batteri hanno bisogno di ossigeno, ma con l'aumento delle sostanze inquinanti è aumentato il bisogno di ossigeno e di conseguenza sono scomparsi batteri e forme di vita aerobica, sostituiti da batteri anaerobici che distruggono i liquami, ma producono sostanze tossiche per gli esseri viventi, quali derivati del metano, ammoniaca, nitriti e fosfici che portano l'acqua alla putrefazione, con la formazione delle "maree rosse" o delle "maree gialle", create dalla putrefazione delle alghe.
La salute dell'ambiente marino è una priorità del Sesto programma quadro dell'Unione europea. La preservazione dell'ambiente marino è dunque oggetto di una strategia attualmente in corso di elaborazione, che prevede non solo nuove regolamentazioni, ma anche un'applicazione più rigorosa di quelle esistenti.











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